Testimonianze

…Si dice sempre che si vorrebbe fare qualcosa per gli altri ma alla fine, con la scusa che non siamo noi a poter salvare il mondo, non si fai mai niente…Un po’ di tempo fa ho saputo che purtroppo un caro amico aveva scoperto di avere la leucemia: da lì, grazie soprattutto alla sua grande e coraggiosa  campagna d’informazione a riguardo delle donazioni di midollo e dell’ADMO, mi si è presentata davanti  una realtà  fatta di tante storie tristi ma anche di tanto amore e solidarietà. All’inizio  sinceramente ero un po’ spaventata all’idea di donare il midollo,  anche perché essendo mamma di due bambini ancora piccoli,  temevo che mi potesse succedere qualcosa…E’ però proprio guardando crescere i miei bambini sani e sereni che mi sono soffermata a pensare a quanti bambini meno fortunati basterebbe una semplice donazione di midollo per ritornare ad essere felici!...E poi, alla fine,  documentandomi  bene, ho scoperto che non è affatto pericoloso come pensavo…anzi…non ci sono assolutamente rischi maggiori di un semplice piccolo intervento!... E poi, una vita varrà pure un piccolo sacrificio!..Così una ventina di giorni fa, ho preso appuntamento all’ospedale di Legnano e in una mezzora mi hanno fatto il prelievo e ho compilato alcuni documenti per diventare ufficialmente donatore ADMO. Alla fine il medico mi ha detto:     “ Lo sa ovviamente che sarà quasi impossibile che potrà donare il midollo al suo amico vero!?”…ed io gli ho risposto “ Certo che lo so… L’importante non è a chi doni qualcosa di tuo, ma il fatto di donare qualcosa e di poter contribuire nel tuo piccolo a salvare una vita, di chiunque essa sia…”. …Quando sono uscita dall’ospedale mi è sembrato per la prima volta nella mia vita di aver fatto qualcosa di bello…adesso spero solo di essere compatibile con qualcuno e di potergli davvero essere di aiuto.

Stefy

 

Io ed i miei due amici, ci siamo interessati grazie alla conoscenza di una persona all’interno dell’ ADMO; in poco tempo, dopo aver ricevuto le dovute informazioni, abbiamo deciso di fare ciò che per noi appare come un piccolo passo e che, invece, per altri rappresenterebbe una possibilità di guarigione da una difficile malattia. Ci siamo iscritti presso il distaccamento ospedaliero di Gallarate in provincia di Varese dopo aver compilato un semplice questionario ed essere stati sottoposti ad un piccolo prelievo di sangue al fine di verificare la nostra idoneità alla donazione. Noi stessi, dopo essere entrati a far parte dell’Associazione Donatori Midollo Osseo, abbiamo cercato di convincere ad iscriversi molti altri nostri coetanei e non, riscontrando, purtroppo, un generale scetticismo nei confronti di questa importante organizzazione, crediamo principalmente dovuto al timore della donazione e alla scarsa conoscenza della problematica. Come soluzione a questo problema pensiamo sia necessaria una maggiore propaganda su vasta scala che miri a rassicurare le persone sui minimi pericoli che la donazione di midollo osseo può comportare, per così aumentare il numero di adesioni e, soprattutto, aumentare le possibilità di salvare persone affette da leucemie, linfomi, mielomi e altre neoplasie del sangue, malattie ancora difficilmente curabili.

 

Jonathan Longo

 

 

Amici... e non... iscriversi all'ADMO ruba un paio d'ore della vostra vita (e nelle 2 ore intendo il tragitto da casa all'ospedale, parcheggiare, entrare in ospedale, fare il prelievo e ritornare a casa). E quando dico 2 ore sono abbondantemente generoso, perché scartoffie e prelievo ti rubano 15 minuti. 15 MINUTI!!!! Una punturina ridicola al braccio e hai finito!!!

Ci pensate che con 15 minuti della vostra vita potete salvare una vita intera?

E' un invito aperto a tutti, parlatene con i vostri amici.

Siamo sempre all'inseguimento, a pensare un po' troppo sempre e solo a noi stessi... Vi assicuro che è davvero bello dedicare un po' del nostro tempo agli altri. E' solo questione di volont?nbsp;. La mia non è retorica, perché sono un soccorritore volontario attivo del 118. E la soddisfazione di aiutare qualcuno che ne ha bisogno, vedere il sorriso di chi è meno fortunato di noi che ti ringrazia... non ha davvero prezzo.

Siamo tutti una grande famiglia, diamoci una mano.

E' semplicemente possibile...

Gabriele Dattilo

Ecco qua la mia testimonianza: "Tutto è iniziato da quando una mattina di qualche anno fa un dottore del laboratorio dove svolgevo la tesi di laurea ha iniziato a parlarci di leucemia e delle terapie per combatterla. Una fra queste
è il trapianto di midollo osseo. Io ho sempre pensato che fosse un’operazione abbastanza rischiosa e con poche possibilità di successo.

 

Invece lì ho scoperto che mi sbagliavo, in realtà è semplice, veloce e soprattutto sembra essere risolutiva in molti casi. Un’altra cosa che mi ha colpito è la difficoltà a trovare un donatore compatibile, neanche tra i familiari si può avere la certezza di trovarne uno! E quindi questi pazienti in cosa possono sperare?

Semplicemente nel gesto d’amore di una persona estranea che vuole aiutare qualcuno meno fortunato di lui ma che sicuramente merita un’altra possibilità per vivere. Quando si è estranei sembra tutto così lontano ma bisogna calarsi nella parte di chi soffre, di chi combatte tra la vita e la morte e di chi sta accanto a queste persone.

Io mi sono iscritta all’ADMO proprio con la speranza di ricevere una telefonata e di correre in ospedale per regalare un sorriso a chi ne ha bisogno. Tutto qua e non mi sembra poco. Pensateci."
Sono poche parole ma rispecchiano la mia esperienza e il mio pensiero.

A presto,
Sabrina

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Squilla il telefono, è l'ospedale.
Immagino sia l'ennesima telefonata per fare altri esami di idoneità, invece mi dicono che il mio midollo osseo è compatibile con una persona!
Sono pervasa da mille emozioni: incredulità, gioia,allegria,...L'idea di poter provare a salvare una persona mi riempie di felicità.
Scelgo la modalità dell'espianto perchè mi sembra quella più congeniale alla mia persona.
Vado in ospedale 3 o 4 volte per mille accertamenti e per gli autodepositi di sangue che mi sarà reinfuso dopo l'intervento.
Finalmente arriva il giorno del ricovero; sono entusiasta, serena e decisa, ho l'adrenalina di chi sta affrontando un'esperienza importante che lascerà il segno.
Queste mie emozioni portano una ventata di ottimismo nel reparto in cui sono ricoverata - oncologia - reparto molto difficile anche dal punto di vista psicologico.
Tutto il personale medico mi fa sentire molto più importante di quanto mi senta io. Scherzano e mi fanno ridere fino alla camera operatoria.
Va tutto benissimo - non potrebbe andare diversamente - sono un po' debole ma mi riprenderò in pochi giorni e i "buchini" da cui hanno estratto il midollo mi provocano solo il fastidio che mi avrebbe dato una scivolata di schiena sugli sci, niente di più.
Sento la gioia sempre più forte dentro di me, consapevole che un mio piccolo sacrificio può salvare una vita.
Come tutte le cosa che si fanno, infondo si fanno anche per noi stessi, perchè quello che doniamo è il midollo osseo, ma quello che riceviamo in cambio è una fortissima sensazione: la certezza che la nostra vita sia davvero servita a qualcosa, fosse anche solo a dare una speranza!
Soprattutto l'aver provato a ridare la vita ad una persona mi ha fatto capire che è ora di prendere in mano anche la mia!!!!!

Silvia Mazza

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....Ehiiii voiiii,ci sono anche io nella grande famiglia ADMO..
mi chiamo Anna, ma tutti mi conosco come Lupacchiotta perchè seguo in modo spassionato la Paffoni Omegna(Adill gir.A) sono donatrice Avis dal 2007.
Sono sempre stata,fin da piccola, abituata a fare volontariato ecc ecc.. o comunque a rendermi utile per aiutare il prossimo,una sera al bar,il gestore,s'è avvicinato, con il volantino ADMO spiegandomi x filo e per segno tutti i passi che avrei dovuto fare x diventare donatrice..in piu',seguendo il mondo cestistico,ho letto piu' volte
l'articolo dell'amico Tarcisio e cosi mi sono decisa... giovedi scorso, appena mi sono presentata all'avis per la donazione, ho chiesto anche i moduli dell'Admo..sono emozionata, ma al contempo fiera di me stessa... sperando,in futuro di poter aiutare un FRATELLO si perchè, io l'ADMO la vedo come una famiglia.. un abbraccio.

Anna Zanoia

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Ciao, sono iscritto all'admo da una sola settimana.
Mi sono iscritto per un amico. Senza la sua esperienza non ci avrei pensato nonostante sia donatore avis da oltre 10 anni. Meglio tardi che mai e sinceramente ora che sono iscritto sono certo di aver fatto una gran cosa per me, per il Tarci, per le persone che han bisogno di noi donatori ma anche per chi ancora non si e' iscritto!

Iscrizione ed esame fatti presso il centro trasfusionale dell'ospedale di Legnano.
Basta una telefonata, 5 minuti per compilare l'iscrizione e altrettanti per fare l'esame e chiedere info al medico.

Dai...sotto con le iscrizioni!!!!!!

Marco

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Mi sono iscritto all'ADMO circa 3 anni fa, appena compiuti i 18 anni.
Tuttavia, fino all'estate scorsa, ho percepito la mia come un'esperienza un po' distante, una generosità un po' “finta”: si, certo, ero iscritto all'admo..
Ma non mi interessava davvero aiutare qualcuno, non capivo fino in fondo che cosa significasse essere inserito nel Registro Donatori. Finchè sono venuto a sapere della malattia di un amico, una malattia risolvibile solamente mediante il trapianto di midollo osseo..E, davvero, ho capito che donare midollo osseo è un vero gesto di solidarietà: significa dire con i fatti che la vita di chi sta soffrendo mi preoccupa.
Significa tendere la mano a chi non è fortunato come te e sussurragli: “io sono qui, non sono solo parole quelle che sto mettendo in gioco. Io provo ad aiutarti fino in fondo. Io, prima di donarti il mio midollo osseo, ti sto donando tutta la mia generosità.”. E vale la pena essere generosi ragazzi, non è un fatto religioso: non soltanto in Cielo uno si guadagna la ricompensa, ma c'è anche chi potrebbe guadagnarla qui sulla terra.
Finora soltanto 6 persone hanno accolto il mio appello, sono diventate donatori di midollo osseo.
Non basta, dobbiamo impegnarci di più tutti insieme: suvvia, costa così poco.. Forza Ragazzi, forza Tarci!

Ivan Bergamo

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Caro amico, ti voglio raccontare una storia, una storia vera, di gioia e di pianto, di speranza e di attesa, di sconforto e di coraggio, di pazienza e di felicità: la storia di Alice.
Alice è una bimba di 8 mesi, desiderata dalla sua sorellina, dai genitori, dai nonni....dai tanti parenti ed amici, che ha aperto gli occhi sul mondo il 7 febbraio 2007. Quando la sua mamma ha visto quel tenero visino, l'ha stretta con amore a se e, per rendere quel cucciolo fragile più sicuro nell'affrontare l'enormità del mondo, l'ha affidata alla protezione dell'angelo custode.
Nella sua mente quell'angelo abitava in cielo, vicino a Gesù, e da là avrebbe sempre vigilato sulla sua bimba.
Alice è bella, ha un sorriso grande come il mondo ed una voglia di vivere senza confronto, ma il suo picccolo corpo non riusciva a crescere, si piegava ogni giorno sotto il peso di una fatica troppo grande per essere portata dalle sue fragili spalle. Dopo tanti dubbi, tante finte rassicurazioni, Alice si è scoperta ammalata ed è così inziata una lunga attesa, segnata a volte dallo sconforto
e dalla disperazione, ma più spesso dalla speranza che il suo Angelo Custode si sarebbe fatto vivo, non avrebbe permesso al suo bel sorriso di addormentarsi per sempre. Certo i giorni passavano lenti, il tempo sembrava interminabile, ma alla fine il miracolo si è avverato: l'Angelo custode di Alice si è presentato, non aveva le ali e i colori del cielo, ma aveva il tuo viso,
amico mio, ed aveva il tuo cuore, un cuore grande proprio come il cielo. Hai ceduto un pò della tua vita ad Alice e lei ha ricominciato a guardare il mondo con gli occhi di speranza, ha ricominciato a sorridere.
Ora è troppo piccola per capire quale grande gesto hai fatto per lei, ma quando sarà un pò più grande anche a lei racconteremo una bella storia, la storia del suo Angelo Custode e dei suoi stretti collaboratori, che vestivano il camice bianco e lottavano per strapparla al buio. Come tutte le storie, anche quella di Alice si conclude con il lieto fine: tra poco lei tornerà a casa, giocherà finalmente con la sorellina, imparerà a conoscere visi e cose che non ha mai visto, e quando passeggerà tra la folla i suoi occhi e quelli della sua mamma cercheranno nei visi che si faranno loro incontro i tuoi occhi fraterni, Angelo Custode.
Grazie.

La mamma di Alice

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La mia esperienza in ADMO cominciò circa 10 anni fà, quando mio marito organizzo un mercatino per collezionisti e ADMO fu l'Associazione prescelta a cui devolvere il ricavato.
Parlando con i volontari ADMO capii l'importanza della donazione di midollo osseo e mi iscrissi, senza mai comunque credere di essere richiamata per una donazione effettiva vista la rarità della compatibilità completa. Invece nel mese di gennaio 2008 mi hanno chiamato dagli Ospedali Riuniti di Bergamo per ulteriori accertamenti, due giorni dopo mi sono presentata all'Ospedale dove mi hanno prelevato un ulteriore campione di sangue, il medico presente disse "spedirò immediatamente il campione prelevato con un corriere".
Mi venne quasi da sorridere pensando che quel poco tempo utilizzato per recarmi in Ospedale era così importante per un'altra persona che aspettava ansiosa, chissa dove, una risposta.
Il medico terminò dicendomi che se ci fosse stata ulteriore compatibilità mi avrebbero ricontattato.
Adesso ogni volta che suona il telefono sono in agitazione, sarebbe una gioia immensa poter donare, anche perchè mi metto nei panni dei parenti dei pazienti e penso " e se fosse mio figlio, o mia sorella", sarebbe doloroso sapere che c'è una speranza e che il potenziale donatore rinuncia all'ultimo momento per paura. Quindi direi subito "SI" senza indugio.
A tutt'oggi purtroppo non ho ricevuto nessuna risposta, ma attendo speranzosa di diventare a tutti gli effetti "UNA DONATRICE DI MIDOLLO OSSEO".

Laura B.

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HO DONATO IL MIDOLLO OSSEO: storia della mia esperienza per chiarire molti dubbi, pregiudizi e "ignoranza" in materia. Sono passati ormai 8 o 9 anni dalla mia donazione ma il ricordo è ancora vivo.... Mi sono iscritto a 18 anni a seguito di una conferenza alla quale ho partecipato fortuitamente in sala civica a Merate. Questo incontro è stato fondamentale per darmi gli stimoli, le informazioni, rispondere ai dubbi.
Oggi abbiamo nuovi strumenti di comunicazione e spero che facebook possa essere un nuovo metodo per stimolare molte persone ad iscriversi all'ADMO. L'iscrizione prevede oltre alla parte burocratica-amministrativa, solo e semplicemente un normale prelievo di sangue.
Le percentuali di compatibilità fra due individui (non parenti) sono molte basse: nella quasi totalità dei casi gli iscritti non doneranno mai....Ma potrebbe capitare come a me che dopo 10 anni da quando ero iscritto sono stato contattato dal centro trasfusionale dell'ospedale di Merate chiedendomi la disponibilità ad un ulteriore prelievo per verificare la compatibilità e quindi mi è stato espressamente richiesto di rinnovare la mia volontà alla mia donazione.
Soliti esami di rito (cardiogramma, ecc) come per qualsiasi operazione e deposito di due sacche del mio sangue presso l'ospedale sacco di Milano per poi potermi fare una trasfusione di sangue mio dopo la donazione.
Eccomi al giorno della donazione: mi presento in Ospedale per il ricovero, questo è stato il momento più difficile, non per la paura ma emotivamente. Io entravo tranquillo, con le mie riviste, la mia radio....nelle stanze ipertecnologiche di fianco alla mia c'erano bambini, ragazzi in cura con chemioterapia e genitori in attesa di un miracolo....di una nuova speranza.
Fino alla sera prima puoi ancora rifiutarti di donare....ma a quel punto hai in mano (potenzialmente...) il destino e la vita di un'altra persona....Provate a immaginare!!! E provate ad immaginare voi stessi in quella situazione. Poi l'operazione: anestesia totale con i rischi solo legati a quelli di qualsiasi operazione.....
Qui è necessario chiarire i dubbi e i pregiudizi: il midollo osseo NON è il midollo spinale!
Il prelievo avviene dall'osso del bacino (un osso piatto e ricco di midollo che ha una consistenza simile al sangue) con delle siringhe che bucano da tre punti della schiena. Non c'è alcun rischio di paralisi, di nervi, di problemi postoperatori particolari! A me ne hanno tolto parecchio anche perchè sono parecchio robusto:) ...purtoppo o per fortuna....Dopo un giorno e mezzo si è già dimessi (con tutti i controlli del caso), con solo una medicazione sulla schiena...e si cammina un pò a fatica per un paio di giorni.
In una settimana i valori di ematocrito e gli altri parametri di riferimento erano già nella norma.
Pensate che andavo a fare le medicazioni e i controlli in moto già dopo 5 giorni.
So già la vostra prossima domanda: ma come è finita? Il ricevente si è salvato?
Non lo so e mai lo saprò, come del resto non so a chi e per chi l'elicottero che attendeva fuori dall'ospedale la sacca con il mio midollo lo abbia portato a Genova. Sarebbe comunque concesso ad un ricevente di scrivere al donatore in modo anonimo attraverso la "censura" dell'ospedale, ma non è uno standard ovunque.
Non sapere chi è il ricevente e l'evoluzione della sua malattia è necessario per garantire la gratuità del gesto e il valore morale della donazione: serve anche a evitare un sentimento di obbligo di gratitudine "a vita" per il ricevente qualora sia guarito e anche un senso di impotenza e di aver fatto un sacrificio inutile per il donatore, se la donazione non dovesse portare frutti.
Spero di aver chiarito qualche dubbio e resto a disposizione per ulteriori eventuali domande.
Chiedo a voi tutti di iscrivervi all'ADMO e di fare più campagne di sensibilizzazione e di informazione.

Mauro C.

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Nel 1994 sono diventato con gioia un Testimonial di ADMO e poco tempo dopo ho deciso di farmi tipizzare, cioè di sottopormi a un test che mi permetteva di entrare in una banca dati di potenziali donatori.
Dopo sei anni , a maggio del 2000, mi arriva una telefonata di un professore che mi dice che c'era una bambina compatibile, insomma, che la mia donazione si era proprio resa necessaria.....
In quel periodo presentavo un programma e giravo una fiction, per cui la prima cosa che chiesi fu se fosse stato possibile programmare l'intervento per giugno, un periodo per me meno intenso.
Mi rispose che giugno sarebbe stato troppo tardi per la bambina.
Ci incontrammo poco dopo, una notte alle tre e senza dirlo a nessuno delle mie produzioni, altrimenti molto probabilmente me lo avrebbero impedito, programmai di donare il midollo per domenica 20 maggio al San Camillo.
Dopo tre giorni girai tranquillamente una scena della fiction e il giorno dopo presentai la famosa partita del cuore nella quale presenziarono Arafat, Peres e Ciampi. Seppi che il mio midollo, era andato ad una bambina del nord Europa, nulla di più, come impongono giustamente le regole della donazione.
Ma il padre della bambina, interrogandosi sul perchè la donazione si fosse effettuata di domenica, cosa del tutto anomala, e venuto a sapere che un presentatore italiano aveva donato in quel giorno, fece due più due e decise di contattarmi. Come da disposizioni, sebbene con un grande sforzo, decisi di non rispondere. Passano sei anni e dopo la partita del cuore del 2006, a Verona, mi sento chiamare da una bella ragazza, allora di 18 anni che mi dice: "Ciao Fabrizio sono la tua sorellina".
Io capisco subito tutto e mi è difficile spiegare l'intensità e la commozione di quell'abbraccio.
Da allora siamo rimasti in contatto con grande affetto, ci sentiamo e ogni tanto riusciamo anche ad incontrarci.
Spero che il buon Dio vorrà regalarle una vita lunga e serena.

Fabrizio Frizzi

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Mi sono iscritta all’Admo grazie ad un amico che è stato colpito dalla malattia, spero di poter essere d’aiuto a lui o a qualcuno che come lui ha bisogno.
Un gesto semplice, può salvare la vita di una persona e dare un senso alla nostra.
Invito tutti a prendere contatti con il centro Admo più vicino, il medico vi darà tutte le informazioni, vi spiegherà che tutto viene eseguito con la massima cautela, il primo passo è un semplice prelievo di sangue. Uscirete dal reparto più sollevati, contenti, con la speranza di essere chiamati per ulteriori esami perché potreste essere donatori….io aspetto questa chiamata e mi pento di non essere andata prima…tutta colpa delle mie stupide paure.


Samantha Galeandro

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Eccoci con un po' di ritardo.
Sono Paolo Remonti giocatore di basket del Sette Laghi Gazzada che milita in serie C dilettanti.
Siamo venuti a conoscenza dell'ADMO lo scorso anno.
Ci siamo,mia moglie ed io, interessati per diventare donatori, ma un po' per le mille cose da fare, un po' per pigrizia, alla fine era passato nel dimenticatoio.
Circa un mese e mezzo fa, prima di un allenamento, ho saputo che ad un "amico di basket" era stata  diagnosticata la leucemia. r
Quella è stata la spinta decisiva perchè, nel giro di un paio di settimane io, mia moglie, Riccado Del Torchio e molti altri compagni di squadra, ci siamo iscritti all'ADMO.
Da quel momento nessuno è più al sicuro: a tutti quelli che incontro, soprattutto nel mondo del basket, anche in piemonte, propongo di aderire all'ADMO! daie!!!!!!

Paolo Remonti ed Elena Ossola

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Con queste poche parole voglio portare la testimonianza della mia esperienza di donatore ADMO.
Quando per la prima volta mesi fa abbiamo parlato tra noi amici della possibilità di diventare donatori per poter aiutare il Tarci onestamente avevo un po’ di paura, ho sempre immaginato che il prelievo per diventare donatore fosse molto doloroso, pericoloso ed invasivo.
Comunque sia nonostante questo timore ho dato la mia disponibilità senza pensarci due volte, perché per un amico penso si debba fare tutto il possibile per aiutarlo.
Da subito parlandone tra di noi ho capito che la cosa non era poi così spaventosa, tutt’altro.
Praticamente per diventare donatori ADMO bisogna fare un semplicissimo prelievo di sangue, dura all’incirca 15 secondi e te ne tirano via pochissimo! Così facendo si viene inseriti in una banca dati mondiale dove si cerca la compatibilità con chi ha bisogno di ricevere il trapianto.
La probabilità di compatibilità non è cosa semplice, nell’ambito familiare è di 1 su 4, al di fuori dell’ambito familiare invece è di 1 su 100.000! Quindi più siamo e più probabilità ci sono di trovare un donatore compatibile. La cosa che mi sento di dire a tutti è di chiamare il centro trasfusionale di Varese e andare a parlare con i medici, i quali vi spiegheranno dettagliatamente in cosa consiste e tutto l’iter da seguire, e solo dopo avervi spiegato tutto vi chiederanno se siete intenzionati veramente a diventare donatori, tranquilli non sono li con le siringhe spianate ad aspettare il primo che passa, potete tranquillamente ascoltare e poi dire che non ve la sentite di farlo!
Personalmente durante il colloquio con la dottoressa ho capito di essere completamente ignorante in materia, e pur essendo già convinto di farlo, dopo il colloquio lo ero ancora di più.
Dopo il prelievo, ASSOLUTAMENTE INDOLORE, mi sono sentito una persona migliore, non so come spiegarlo,so solo che ero e sono felice di averlo fatto e spero vivamente di poter essere compatibile con qualcuno che abbia bisogno del trapianto.
Penso che poter dare speranza e salvare la vita ad un’altra persona sia il dono più bello ed emozionante che si possa fare.
Spero vi iscriviate in tanti, c’è tanta gente che ha bisogno di noi!

John Mondello


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Mi chiamo claudio sono da qualche anno un donatore di sangue avis.
Ho sempre pensato, senza ipocrisia, che donare sangue fosse un modo per raggiungere 3 scopi:
far del bene al prossimo, far del bene alla propria coscienza (scagionandola quando non è capace di rendersi altruista nei mille altri momenti della vita), far del bene al proprio corpo (tenendosi controllati).
quando mi sono iscritto all'admo, invece, il motivo era uno solo: sperare di poter essere compatibile con una persona a me vicina che tutto ad un tratto doveva fare i conti con una malattia rara per cui la donazione di midollo può ritenersi una delle poche strade "forse" percorribili.
Non avevo altro motivo se non sperare di salvare lui...da quel momento ho cominciato a documentarmi sulle testimonianze di donazioni di midollo osseo andate a buon fine e ad oggi, in tempi in cui l'indifferenza ha facile gioco delle nostre anime, spero di poter un giorno essere chiamato per una compatibilità: riuscire a rendere la propria vita preziosa per il prossimo è quanto di più grande si possa sperare per propria.
Rimango in attesa, e nel frattempo ho imparato a muovermi per rendermi utile anche in altri modi.

Claudio Bongiovanni

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Oggi io e i miei compagni siamo diventati ufficialmente dei potenziali donatori.
Personalmente vivo questa cosa con grande soddisfazione, ma anche con il rammarico di non averlo fatto prima.
Da circa due anni, a causa di due amici colpiti da malattie al midollo, mi sono approcciato al problema, ho vissuto la loro sofferenza e quella dei loro famigliari.
Ho sofferto,  ho pianto, ho rimuginato ma non ho mai fatto nulla di concreto, pensavo che la mia amicizia e il mio affetto fossero sufficienti.
Non è così, serve un gesto concreto, come quello di iscriversi all’ADMO.
Oggi, prossimo a diventare padre, frastornato dalla disgrazia che ha colpito i miei  amici Fabio e Tarci, ho sentito la necessità di iscrivermi all’ADMO, il mio gesto come quello di altri è l’unica cosa che può aiutarli.
Mentre donavo, il Dottore responsabile del reparto, mi faceva notare che le probabilità di essere compatibili sono bassissime, che è un atto fine a se stesso, che sarebbe più utile donare all’avis ecc.
Io non mi faccio scoraggiare da nessuno, più siamo a donare e più aiutiamo.
Ringrazio Tarcisio per avermi aperto gli occhi.
Spero che questo messaggio sia d’aiuto a tutte quelle persone che per indecisione o pigrizia non sono ancora donatori Admo.

Dott. Alessandro Giglio

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Voglio essere diretta: mi sono iscritta all'ADMO perchè potrei salvare la vita di una persona.
Sono donatrice AVIS da tre anni e sono venuta a conoscenza dell'ADMO per caso dopo una donazione.
Mentre facevo colazione, un signore gentilissimo che lavora nella sede AVIS di Legnano mi ha parlato della possibilità di donare il midollo osseo. Mi ha incuriosita e mi sono informata più in dettaglio su come diventare donatore e come avviene la donazione. Ciò che mi ha stupito è che la probabilità di compatibilità di midollo osseo è di 1 su 4 tra i soggetti appartenenti alla stessa famiglia e di 1 su 100000 tra soggetti di famiglie diverse. Allo stupore è seguita la mia decisione: iscrivermi all'ADMO. Un gesto che può aumentare la probabilità che un paziente trovi un midollo compatibile e che quindi possa guarire.                  

Un gesto che può salvare una vita.

Elisa Ridolfi

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La mia vita è cambiata da quando è nato mio figlio Andrea e all'improvviso tutto è apparso più chiaro, poi la notizia del Tarci ammalato e tutto è ritornato ad essere più confuso e alla fine il prelievo per diventare donatore ADMO e con essa la possibilità di regalare la speranza a tante persone.
La vita ha un senso solo se la si dona agli altri.
Un abbraccio Richi


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Ciao Coach,
come al solito le tue parole sono arrivate dritte al cuore!!!
Sono proprio contento di aver fatto quel piccolo prelievo.
Sono contento di averlo fatto con i miei compagni ed amici di una vita...persone per cui avrei dato tutto quello che avevo quando ero in campo.
E come sai avrei dato tutto quello che avevo anche e soprattutto per la persona che mi ha fatto amare il nostro sport, mi ha insegnato i concetti di rispetto verso gli altri e verso se stessi, mi ha preso a calci in culo e mi ha dato fiducia, mi ha insegnato quasi tutto quello che so di pallacanestro e soprattutto mi ha aiutato a diventare un uomo......TU!!!!
...ora, dopo essere entrato a far parte dei donatori, credo di essere una persona migliore, felice di poter forse (cosa che spero vivamente) di poter dare una mano a qualche d'uno....Ho purtroppo un solo rammarico.....non essere diventato donatore prima.....
Grazie Coach
A presto
Sora


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Caro Tarcisio,
sono rientrata proprio poco fa a casa dopo aver fatto il prelievo presso l’ospedale di Varese ed essermi cosi’ candidata come potenziale donatore di midollo osseo.
Controllando la posta elettronica, ho letto la tua richiesta di condividere qualche riga di commento e cosi' ecco un mio pensiero.
Stamattina in sala d’attesa, mentre attendevo il mio turno per il prelievo, ho parlato di te con una ragazza che si trovava li per il mio stesso scopo, proprio grazie al tuo impegno nella campagna di sensibilizzazione a favore di ADMO.
Come ti scrissi, non appena saputo della tua situazione… spesso è proprio dalle situazioni piu’ difficili che hanno origine dei veri e propri miracoli. Come quello di esser riuscito con il tuo esempio e con la tua grinta nel lottare contro la tua malattia, a smuovere le coscienze di moltissime persone che hanno compreso
l’importanza di “donare” o come quello di ravvivare la speranza nelle tante persone che attendono di trovare un donatore compatibile per poter continuare il loro meraviglioso viaggio che si chiama vita.
Dopo le esaurienti spiegazioni tecniche e rassicurazioni del medico, ritengo che, anche per una come me, che da anni ha scelto la via della medicina alternativa, le “richieste” e “condizioni” siano veramente sopportabili e non pericolose, soprattutto comprendendo il senso profondo di tale gesto.
Con tutto il cuore

Un grande abbraccio
Alessandra


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Ciao Tarcisio!
Volevo semplicemente comunicare che far parte di ADMO non costa nulla!
Una volta iscritto doni il sangue presso una strutture convenzionata e,se compatibile,sarai utile a chi ne avrà bisogno!È così bello aiutare gli altri!
Non sono ancora mai stato chiamato ma sarei la persona più felice del mondo se ciò avvenisse!

Gabriele Colombo

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"mi sono iscritto ormai due mesi fa presso il trasfusionale di casale.
Trovare informazioni sull'associazione e' davvero facile, ed ancor più banali sono gli esami da fare ed il tempo impiegato, considerata poi l'importanza di tale gesto!
Invito tutti quotidianamente a fare la stessa cosa... E' facile ma incredibilmente importante!
Un saluto a tutti, Lorenzo"

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Ciao! Sono iscritta dallo scorso autunno e posso testimoniare quanto la disponibilità di informazioni sia cruciale per poter fare questo semplice gesto.
Era una cosa che volevo fare da anni, ma che ho sempre rimandato: "prima o poi, quando ho tempo, lo farò..." Per puro caso, l'anno prima mi ero informata superficialmente
dando un'occhiata al sito admo.it, che riporta solo gli indirizzi delle sedi regionali, e mi ero stupidamente convinta che bisognasse recarsi là per fare il prelievo.
E ancora una volta "sì, quando ho un paio d'ore vedrò come arrivarci..."
E' triste vedere come la pigrizia si batte solo quando qualcuno che conosci si ammala.
E così, a fine estate, ho finalmente dato un'occhiata al sito admolombardia.org, ho scoperto che i centri dove iscriversi erano diversi (e alcuni molto vicini) e ho preso un appuntamento presso il centro trasfusionale di Legnano.
Pensa, che parlandone con una mia amica e collega, donatrice di sangue, anche lei mi ha detto: "anch'io ci ho pensato spesso, ma come si fa a farlo?"
e insieme abbiamo scoperto che proprio il centro presso cui dona il sangue è accreditato... si è rammaricata di non aver mai visto là una locandina o dei volantini che propossero l'iscrizione all'admo.
Tutto ciò per dirti che quello che stai facendo per far conoscere l'admo è non solo ammirabile, ma sicuramente utilissimo.
Spero solo di poter essere d'aiuto a qualcuno in futuro.
Anche se non ci vediamo da un sacco di tempo, ti sono vicino. Un abbraccio!

Luana


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Ho conosciuto la leucemia tanti anni. Toccò in sorte a mio zio che morì a soli 42 anni. Avevo 21 anni e il pensiero della morte era un pensiero che non volevo neppure mi sfiorasse.
Sono passati 26 anni da quei tragici eventi e la consapevolezza di poter aiutare chi è stato meno fortunato di me vorrei diventasse una costante della mia vita.
Ho parlato con alcuni rappresentanti dell'ADMO ma, purtroppo, mi è stato detto che dopo i 40 anni non è più possibile diventare donatori.
sono a disposizione per qualunque iniziativa
un saluto

Mario Boni

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Ciao Tarci!
mercoledì scorso mi sono sottoposto al prelievo di sangue per entrare nella banca dati dei donatori di M.O. presso l'ospedale Valduce di Como.
Il mio collega Dott. Colzani è stato estremamente disponibile ed esauriente.
In pratica è bastato telefonare al numero che ho trovato sul sito dell'ADMO e fissare un appuntamento.
Contestualmente al prelievo di sangue ho fatto un colloquio preliminare in cui mi è stato spiegato tutto  compilato un questionario.
In 20 minuti ho fatto tutto!! Basta decidersi e andare!! Spero che questo piccolo gesto possa servire sul serio.

Un abbraccio, Pier


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Conosco ADMO da sempre ma solo quando qualche anno fa la leucemia si è portata via un amico ho deciso di iscrivermi sperando che una goccia di me stesso possa aiutare qualcuno prima o poi!
Sono conspevole che é più facile vincere al superenalotto piuttosto che donare il midollo ad una persona compatibile, ma la speranza che mi assale mi porta a credere in tutto questo!
Basta un semplice prelievo di sangue per essere tipizzati ed essere inseriti nel registro mondiale dei donatori.
Immensa é stata la gioia quando qualche tempo fa una telefonata mi richiese un secondo prelievo per una possibile compatibilità.
Sostengo ADMO anche con una semplice donazione monetaria annuuale e ricevo la loro rivista che mi aggiorna sulla situazione sulla ricerca e sulle donazioni, sperando che tutto questo aiuti chi ne ha bisogno.
Basta poco per dare speranza!

Stefano

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Francesca Vigorelli, nata a legnano il 21/12/1971 1971, iscritta all’ADMO dal 1999.
Per conto dell’AVIS mi recavo al centro trasfusionale dell’ospedale di Legnano per sottopormi alle plasmaferesi. Proprio in ospedale ho visto dei volantini informativi dell’ADMO. Sinceramente non mi sono avvicinata subito all’ADMO in quanto non nego che avevo un po’ di paura. Nonostante le spiegazioni lette sui volantini temevo che un’eventuale donazione di midollo potesse essere dolorosa e compromettere in qualche modo la mia salute.
Per un certo periodo sono tornata sui mie passi e non ci ho più pensato.
Fino a quando ho sentito che una bambina (figlia di amici di famiglia) era stata colpita dalla leucemia.
La vedevo sottoporsi alle cure, lottare, voler vivere e più lei reagiva alla malattia più io mi sentivo “codarda”.
Chissà perché si è sempre portati a pensare che le disgrazie/malattie degli altri siano cose lontane, che non ci toccherano mai.
Invece gli altri siamo proprio noi, sono i nostri cari, i nostri compagni, i nostri amici, i nostri figli.
Ho così preso un appuntamento presso il centro trasfusionale dell’ospedale dove mi hanno spiegato esattamente in che cosa consiste la donazione di midollo osseo.
Un semplice prelievo di sangue permette di creare una tipizzazione del potenziale donatore e di iscriverlo nel Registro Italiano Donatori Midollo Osseo.
Non è detto, e aggiungo “purtroppo” , che una persona iscritta all’ADMO possa donare il proprio midollo.
La compatibilità è rara, si parla di un donatore ogni 100.000 persone bisognose di trapianto di midollo osseo. Ecco perché bisgna essere in tanti, più siamo e più ci sono possibilità di salvare qualcuno.
La donazione di midollo osseo salva la vita e sono certa che regala al donatore un senso nuovo, unico, tangibile per la propria vita.

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Ciao a tutti, sono Alessandro Colletti ma tutti mi chiamano TATO. Ho il piacere e l'onore di essere considerato un amico del Tarci (qualche anno fa ha allenato anche me!...scusa ancora per quell'ultimo tiro sbagliato che ci è costata la retrocessione!) quest'anno compirò 40 anni...una tappa importante nella vita di un uomo...
Con i miei amici, circa una decina, compiamo tutti 40 anni nel 2010...cosa possiamo fare di importante per ricordarci dei nostri 40 anni??? Facciamo un weekend lungo ad Ibiza??? Facciamo un tatuaggio???? Facciamo la maratona di New York??? queste erano tutte idee in ballo...poi un giorno mi è venuta un'idea...ma cosa c'è di più grandioso ed importante che SALVARE UNA VITA (o almeno provarci)???? In tre settimane abbiamo organizzato tutto con il Dott. Del Maschio dell'ospedale Sacco, ho chiesto ai miei amici di partecipare all'iniziativa con me e da oggi ci sono 7 TIPIZZATI in più! Erano spaventati, titubanti, perplessi ma soprattutto POCO o MALE INFORMATI! parlando con chi ogni giorno si occupa di queste cose hanno trovato risposte alle domande che naturalmente sorgono prima di fare una cosa simile.
Questa cosa mi ha colpito molto nonostante conosca molto bene queste persone e so di cosa sono capaci...mi ha colpito verificare quanta DISINFORMAZIONE CI SIA o meglio quanta POCA INFORMAZIONE ci sia in Italia...e questo fa sì che su 60.000.000 di abitanti ci siano solo 380.000 potenziali donatori...noi che partecipiamo a questo gruppo POSSIAMO e DOBBIAMO fare di più!
Grazie a tutti per l'impegno per ADMO!

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Sono venuta a conoscenza di questa associazione perchè conosco Tarcisio. Nonostante la paura per gli aghi e una forte intolleranza per il mondo ospedaliero (nonostante sia figlia e sorella di medici) ho aderito immediatamente all'iniziativa proposta. Una scelta consapevole e fatta con il cuore e tanta speranza per aiutare che ne ha bisogno.

Il personale ospedaliero è molto cortese e spiega tutte le procedure con estrema chiarezza.

Non c'è da avere paura: basta un banale prelievo del sangue per poter dare il via alla ricerca di quel donatore che offre molte speranze al ricevente. Purtroppo ad oggi, sono in pochi ad essere messi di fronte alla possibilità nonchè alla conoscenza di quanto un donatore può fare.

C'è ancora poca partecipazione veramente sentita. A maggior ragione porto la mia esperienza per far si che chi legge possa rendersi conto che basta davvero poco e tutti, ma proprio tutti, avremmo il sorriso ogni giorno per quello che abbiamo fatto e nel frattempo donato un sorriso al prossimo.

Greta